Ci sarebbe tanto di cui scrivere, e presto racconterò del mio dicembre, del mio quarto mese, ma oggi scrivo questa lettera aperta, sicuro che il destinatario non la leggerà mai. Però non mi interessa, perché così avrò la coscienza a posto.Gentile dott. Silvio Berlusconi,
chi le scrive è un giovane studente italiano che sta frequentando gli studi all'estero. E che probabilmente ci rimarrà in futuro, dopo avere dato l'esame di maturità nella mia città, Palermo. Probabilmente si chiederà perché voglio abbandonare il mio paese. La ragione è semplice: perché Lei, accecato dai suoi egoismi e dai suoi interessi, aiutato dalle forze politiche di tutta l'Italia, ha distrutto il mio, il nostro Paese. Dopo Tangentopoli c'era bisogno di ricrescere, di ritornare ad essere il paese del miracolo economico, che ben aveva affrontato il dopoguerra sapendo reagire al ventennio fascista e alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale. Le elezioni del 1994 per me furono molto molto importanti, perché il paese andò a votare convinto che si potesse effettuare un cambiamento, una svolta dopo i 40 anni della Democrazia Cristiana e dopo l'alternarsi al governo di dubbie figure come Andreotti e Craxi. La gente, votando liberamente e democraticamente, scelse Lei. Affidò a Lei, rampante imprenditore milanese, già amato da una parte d'Italia perché presidente e proprietario dello spettacolare Milan di Arrigo Sacchi, creatore di imperi economici come Fininvest o della comunicazione come Mediaset, costruttore e sviluppatore del progetto Milano 2, il governo del Paese. Certo, nemmeno il suo passato era limpio e senza sospetti, anche se i suoi rapporti con Mangano non erano noti a tutti, e nonostante Lei non avesse maturato alcuna esperienza politica in precedenza la gente decise lo stesso di votarla ed eleggerla Presidente del Consiglio. Il problema è che Lei non ha mai onorato il giuramento della Repubblica Italiana ("Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione"). Lei spesso ha svolto la sua importante funzione nell'interesse dei suoi interessi, dei suoi possedimenti, (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_ad_personam) spesso e volentieri contro l'interesse oggettivo del popolo. Ha abusato della sua posizione di Presidente e uomo politico, favorendo e raccomandando gente in ogni posizione (Parlamento, RAI...), indicando il licenziamento di altri (non solo Santoro, Biagi e Luttazzi, ma anche Dino Zoff da CT della Nazionale di Calcio). Ha violato le leggi e la Costituzione (http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Mammì). Ha violato, tramite i suoi potenti mezzi mediatici, e rovinato la dignità di persone che cercavano semplicemente di fare il proprio lavoro ma colpevoli di avere osato criticarla (Dino Boffo ad esempio). Ha offeso e insultato tutti: elettori, avversari e alleati politici, magistrati, presidenti (http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/12/16/coglioni_kapo_e_mentecatti_lam.html). E' continuamente fonte di vergogna e scherno per l'Italia all'estero, cosa che toccandomi da vicino sento particolarmente; ma non perché sono tutti "comunisti", perché fanno notare l'incongruenza e l'incoerenza del sistema Italia. Già, il sistema. Sia chiaro, signor Presidente, io non la reputo l'unico colpevole. Il colpevole di tutto questo è il sistema. Il sistema che ha permesso tutto questo, l'elezione di un imprenditore milionario senza alcuna esperienza politica come quarta carica dello stato, imprenditore che ha rapporti con persone discusse e disdicevoli (l'onorevole Marcello Dell'Utri, per non citare le dichiarazioni del pentito Spatuzza). Lo stesso sistema che, portando al governo un imprenditore ha di fatto distrutto la politica, perché la politica deve essere amministrata da quelli che, come dice Lei, sono "professionisti della politica". E Lei, anche se si sforzasse e lavorasse nell'ottica dell'interesse del paese, non sarebbe mai un "professionista della politica". Lo stesso sistema è il responsabile del fatto che oggi in Parlamento ci sono, a rappresentare il nostro paese, sempre più pregiudicati: in questo però lei ha molte colpe, perché dopo l'ultima Legge Elettorale, quella tristemente denominata Porcellum, lei e tutte le altre forze politiche siete entrate in possesso di un potere illegittimo: quello di potere scegliere i rappresentanti del popolo, sostituendovi al "popolo sovrano". Il problema è che tutti avete abusato di questo potere, scegliendo gente che probabilmente il popolo non avrebbe scelto (raccomandati, portaborse, figli di, personaggi dello spettacolo e chi più ne ha più ne metta). Così avete dato il colpo di grazia alla già agonizzante politica, privandola dei "professionisti" e riempiendola di incapaci. Pertanto io, Signor Presidente, le chiedo gentilmente una cosa: ritiratevi tutti, lei per primo (il Presidente dà sempre l'esempio), si dedichi alla sua attività di imprenditore, che per altro le riesce bene (vedi i successi del Milan, e lo dice un interista) e lasci, insieme ai suoi "colleghi" il paese a noi, che saremo sicuramente il futuro, ma forse siamo già il presente. Così facendo molto probabilmente impedirebbe la mia "fuga" e quella di tanti giovani come me.
Le porgo i miei auguri di buona guarigione e Distinti Saluti.
Ennio Terrasi Borghesan
Nota postuma: Sono stato a lungo indeciso sul pubblicare o no questa lettera, specialmente per paura di una possibile futura censura. Però ho deciso di pubblicarla. Specialmente perché sono convinto che ci si può opporre così, con la forza delle idee. Vorrei anche dibattere qui su questo, quindi se volete lasciate un commento. Presto vi continuerò a raccontare della mia meravigliosa esperienza.
Un saluto a tutti
Ennio