Quello che sta trasformando Berlusconi in un personaggio inadeguato a un Paese serio e a un governo presentabile, togliendogli qualunque capacità di dialogare con autorevolezza con i suoi omologhi, non è la sua vita privata, ma proprio la confusione delirante fra pubblico e privato con cui ha organizzato la vita politica italiana.
La conferenza stampa al termine del vertice bilaterale fra i ministri è la migliore dimostrazione di questa esecrabile mescolanza di generi, che si produce perfino al momento di fornire le spiegazioni che i giornalisti legittimamente gli chiedono. Quasi dieci minuti sono durate le sue prolisse spiegazioni, condìte di egolatria e di umorismo maschilista e rissoso, sempre più complicate mano a mano che tra i presenti, spagnoli e italiani, si diffondeva l'imbarazzo.
Su Berlusconi in questo momento ricade il sospetto di usare il suo potere personale nella designazione di alte cariche dello Stato e nella formazione delle liste elettorali per ottenere favori sessuali. Lui stesso ha documentato e ieri ha perfino esibito come imbarazzante spiegazione sulla sua vita sessuale la propria vulnerabilità di uomo pubblico a cui può capitare di vedersi presentare delle belle ragazze, che naturalmente gli cadono ai piedi sedotte dal suo fascino, per ottenere in cambio favori politici o economici. Nulla si può dire della vita privata di chi sa preservarla, ma nel suo caso è stato lui stesso, i suoi stessi mezzi di comunicazione e la sua ex moglie che hanno scoperchiato tutto quanto, nel caso di quest'ultima segnalando il suo rapporto malato con ragazze minorenni, qualcosa che certo non potrà essere oggetto di incriminazione giudiziaria in Italia a causa della corazza legale che lui stesso si è costruito intorno.
Questo è un editoriale apparso oggi su El Pais. E' il primo editoriale del genere che appare su un quotidiano straniero: finora questa falsariga l'aveva seguita solo Repubblica. E' triste da ammettere, ma ormai siamo definitivamente giunti al punto di non ritorno. Siamo arrivati al punto in cui i giornali stranieri pubblicano editoriali in cui esprimono la loro pena per noi, al punto in cui i capi di stato stranieri [vedi Zapatero, che è il primo a parlare ma sicuramente non a pensarlo... (Obama, Sarkozy per Carla Bruni, la Merkel, la presidenta finlandese...)]
Molti mi dicono "che te ne frega"... Io rispondo che il problema grave della risata e del biasimo internazionale a cui ci sottopone quotidianamente Colui-Che-Si-Fa-Chiamare-Cavaliere è il pensare a cosa succederebbe se scoppiasse una crisi internazionale con i nostri destini (quelli di noi italiani) in mano a lui... Immaginate una guerra mondiale, un cataclisma, un qualsiasi cosa... Che valore avrebbero le sue parole, la sua presenza? Siamo ancora nel G8, ma se continua così non manterremo la nostra posizione a lungo... Io tremo al pensiero di tutto ciò (anche se qualche sentore, con le promesse non mantenute per i terremoti in Abruzzo e in Molise 7 anni fa, lo abbiamo già avuto)...
A presto (perché ci sarà ancora molto da dire)
IDE
P.S. Ieri sera, per la prima volta dopo tantissimo tempo, ho visto un intervista televisiva a un politico (il candidato di destra a presidente dell'Uruguay) con 2 giornalisti, contraddittorio e domande scomode... Mi ero scordato che esisteva tutto ciò...






Nessun commento:
Posta un commento