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martedì 15 settembre 2009

Italy News, Guardare per giudicare?

Scrivo quest'intervento con un dubbio amletico che mi assale. Oggi è un giorno vergognoso per i pochi italiani che hanno ancora la forza di reagire a quello che accade e non sempre ci viene detto. Oggi è il giorno in cui per la prima volta si attua una censura televisiva pubblica (ed evidente a tutti, non paragonabile all' "Editto Bulgaro" ad esempio perché questa bella rievocazione del "Duce bonifica le paludi" avrà purtroppo un'ampia platea di spettatori), ovvero la cancellazione della puntata di Ballarò, programma scomodo a Quello-Che-Si-Fa-Chiamare-Cavaliere, in favore di uno speciale del "programma televisivo" condotto dal fido Vespasiano Berlusconiano sulla "meravigliosa e unica e eccezionale" consegna delle prime case ai terremotati d'Abruzzo, anche se la storia ci ricorda che questa prima opera di ricostruzione non è la più veloce della storia dei terremoti in Italia, a differenza di ciò che dicono Quello e il fido capo della protezione civile.
Non so se guardarmi la puntata di Porta a Porta che daranno in differita su Rai International. Non so se oso guardarla. Perché bisogna guardare per giudicare. Dobbiamo avere la forza di guardare come ci siamo ridotti. Anche se ciò significa partecipare alla massa che guarderà Quello aprire il frigorifero e dire "ooooooh" prendendo in giro coloro che soffrono e che lui ha continuamente preso in giro, ad esempio quando li aveva invitati a Villa Certosa (certo, le "escort" sono tutte per lui...).
Poveri noi. Concludo con alcuni versi danteschi che ho letto in classe ieri, e che mi sembrano molto attuali (e anche pertinenti a Intercultura-AFS):
"A te convien tenere altro vïaggio",
rispuose, poi che lagrimar mi vide,
"se vuo' campar d'esto loco selvaggio; 93

ché questa bestia, per la qual tu gride,
non lascia altrui passar per la sua via,
ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide; 96

e ha natura sì malvagia e ria,
che mai non empie la bramosa voglia,
e dopo 'l pasto ha più fame che pria. 99

Molti son li animali a cui s'ammoglia,
e più saranno ancora, infin che 'l veltro
verrà, che la farà morir con doglia. 102

Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapïenza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro. 105

Di quella umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Cammilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute. 108

Questi la caccerà per ogne villa,
fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno,
là onde 'nvidia prima dipartilla. 111

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto I, Versi 91-111

Chi sarà il nostro veltro? E arriverà?

IDE

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