Domani sarà un mese lontano dall'Italia. Ma già è passato un mese lontano da Panormus. E' passato più di un mese dall'ultima notte nel mio letto, dalle ulitme amenità varie, dall'ultima volta che ho visto i miei amici, la mia città, casa mia, e i luoghi che hanno caratterizzato 17 anni della mia vita. E quasi come uno scherzo del destino, ho cominciato a sognare Palermo. Proprio il giorno dopo un mese da quel 17 agosto, il mio ultimo giorno a Palermo. Non avevo mai sognato Palermo prima e praticamente mai avuto nostalgia o un anticamera della nostalgia (solo un pò di paura per quel "terremoto"). E da quel giorno, per tre notti, tanti bellissimi sogni. Ho sognato di tutto: casa, la vita a casa, gli amici, una normale uscita del sabato a mangiare kebab pensando alla scuola, una lezione di Puleio e perfino una festa AFS con Cloé e tutti i miei compagni di viaggio palermitani (e Alice)... Non avevo mai fatto sogni così belli, tanto belli da farmi nascere un dubbio. Perché? Perché ho sognato Palermo? Non sento nostalgia di casa, della famiglia, della scuola, degli amici, della città che amo di più al mondo... Però di una cosa ho nostalgia, riflettendoci. Mi manca, moltissimo, la mia vita palermitana. Il "pensare in palermitano", come l'ho soprannominato, ovvero alzarmi e pensare che a prima ora c'é Puleio, che devo prendere l'autobus alle 7.20, che devo svegliare Paolo e Chiara che sennò entrano in ritardo, che arrivo all'Umberto e come spesso accade sono il primo della classe, poi arrivano via via tutti gli altri, a salutarsi tutti, a entrare alla prima o seconda campana a seconda di chi c'é in classe, di arrivare in classe e ovviamente non sederci prima dell'arrivo dei prof, degli innumerevoli ritardatari, delle lezioni, dei cambi dell'ora passati continuamente fuori dalla classe con la bidella che ci dice "la vicepresideee", delle ricreazioni passate a cazzeggiare con Belli o con Paolo che mi chiede "1 euro" SEMPRE, o a ripassare per le interrogazioni previste dopo il cambio dell'ora, a contare i minuti che mancano alle 13 (o alle 14), uscire e schizzare a casa stanchi morti (tranne il sabato e quando si esce prima), mandare i soliti 10 messaggi idioti a Sofos, ripromettersi di mettersi subito a studiare e invece filare a guardare SKY o al computer, studiare sul serio (specialmente se ci si aspetta un interrogazione l'indomani), leggere le innumerevoli catene fatte per consumare i 4000 messaggi wind, vedere Chiara e Paolo che non fanno niente, mamma che arriva a casa e mi dice "cucina tu" come se non fossi abbastanza stanco :D, metterci tutti a tavola a orari dipendenti dalla fine degli allenamenti di Paolo e papà, e dopo cena tutti a nanna, anche se prima c'é da augurare la buona notte a mezzo mondo perché bisogna pur consumarli quei 4000 sms o dell'ultima ripassata e poi si dorme, ci si sveglia alle 6 se ci si deve fare la doccia o ripassare ancora e ripetere, e filare a aspettare il 475 o il 134 alle 7.15, spesso salutando per strada o trovando a bordo la prof. Lo Presti. E il sabato passato a chiedersi cosa si fa per poi ritrovarsi con un due di picche o nel casino dell'Olivella a mangiare il kebab, la domenica passata tra studio, partita dell'Inter con papà, ascoltare "il verbo del Mou a fine partita", smseggiare con Sofos, verificare i 4000 risultati dei campionati di basket per il puro gusto di farlo... e tanto altro ancora...
Questa è la mia vita, quella che normalmente riprende dal 20 settembre. E invece sono qui. Devo rendermi conto che quella che ho narrato è la mia vita panormita, ma che non deve necessariamente essere "l'unica mia vita"...
Concludo augurando buon primo giorno alla II D, che per me resterà fino a quando non tornerò a Palermo la I D (anche nei contatti di msn), e dicendo che mi sono commosso a scrivere tutto questo, ma un giorno, tra qualche mese, sorriderò a pensarci e non mi "struggerò" nei ricordi....
Hasta luego
IDE
8 days, a week?
16 anni fa






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